resilienza climatica

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By seo@wdd.it

La Commissione Europea si prepara al piano “resilienza climatica”

L’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) ha avvertito i leader dei governi europei sui gravi peggioramenti delle condizioni climatiche, con un aumento impressionante e spaventoso del numero di inondazioni, sempre più frequenti, in alcune zone del continente e gravi siccità e picchi di calore in altre.

Con l’aumento delle temperature in Europa, ormai al doppio della media globale, si teme che la classe dirigente responsabile per l’ambiente non stia riuscendo a stare al passo con il deterioramento climatico.

L’agenzia dell’UE con sede a Copenaghen ha esaminato nel dettaglio la frequenza e l’intensità della siccità, delle ondate di calore e di altri fenomeni meteorologici e ha concluso col decretare una reale minaccia per i mezzi di sussistenza per la sopravvivenza delle persone (come sanità, istruzione, elettricità, alimenti, acqua potabile, etc) e per l’economia in generale.

È fondamentale non dimenticarsi che il 2023 è stato, con enorme margine, l’anno più caldo da quando sono iniziati gli anni “record”. La cosa più angosciante è che queste temperature, appunto, “da record”, sono state registrate ogni mese dell’anno da giugno in poi.

Dunque, in vista della pubblicazione di un piano di “resilienza climatica” da parte della commissione europea, è stato esteso un rapporto di circa 425 pagine dove vengono esaminati gli impatti dell’aumento delle temperatura medie in diversi campi fondamentali per la sopravvivenza delle nostre società.

In particolare, parte del report si concentra sulla Spagna, la quale si trova in una posizione molto drammatica per via della siccità che va avanti da almeno 3 anni, la quale ha colpito molti villaggi del sud. Molte zone in Catalogna non vedono pioggia dal 2021 e le riserve d’acqua, sia naturali che artificiali, sono scese al di sotto del 16% a gennaio 2024.

Il governo locale ha introdotto misure di emergenza che vede protagonisti 202 comuni, tra cui anche Barcellona, abitati da circa 6 milioni di persone. Queste misure prevedono la chiusura di fontane, di parchi acquatici, piste di pattinaggio e divieti di irrigazione e lavaggio auto. Restano aperte solo le piscine con acqua di mare e gli autolavaggi che riciclano l’acqua. Il consumo idrico per l’agricoltura, l’allevamento e l’industria è stato ridotto tra l’80% e il 60%, mentre il consumo domestico è limitato a 200 litri a persona al giorno.

Si parla di questa siccità come la peggiore delle storia moderna della Catalogna. Al momento, sono stati costruiti impianti di desalinizzazione e di riciclo delle acque reflue; cioé tutte le acque da scolo provenienti da diversi tipi di attività. Queste sono spesso inquinate con prodotti chimici e vengono, quindi, filtrate e trattate al fine di poterle riutilizzare. Si può dire che queste misure abbiano aiutato ad attuare un minimo i danni, ma sono necessarie altre iniziative per risolvere davvero questa situazione.

La siccità ha, infatti, avuto modo di danneggiare i raccolti per tre anni, portando anche ad un aumento dei prezzi degli alimenti, come, per esempio, l’olio.

L’AEA sottolinea la necessità di un’azione immediata in diverse aree, partendo dalla preparazione per le catastrofi provocate sia dagli incendi che dagli inondamenti, per finire nel miglioramento delle reparti costieri, che dovranno fronteggiare l’innalzamento del livello del mare.

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